Ilaria Allegri: melodie sanremesi per cuori infranti

A poco più di un mese dalla kermesse sanremese, appare quantomeno opportuno indagare sui tantissimi giovani fenomeni che abbiamo nel nostro Belpaese orientati con il loro stile al modello pop vicino a quelli che sono da sempre gli andazzi stilistici del Festival. Quella canzone cosiddetta “leggera”, di stampo puntualmente romantico, diretta al cuore senza troppi sotterfugi, con archi e fiati che ne esaltano la melodia. E’ un alchimia eterna, quella che si consuma sul palco dell’Ariston. Una vera e propria magia. Certo, non sono mancate edizioni mediocri, improbabili vincitori caduti nel dimenticatoio con la velocità di un razzo della Nasa, performance semplicemente oscene e conduzioni poco riuscite. Eppure, il Festival sa sempre come reinventarsi anche dopo i fiumi di parole, tutti i luoghi e in tutti i laghi. Quest’anno il buon “vecchio” Claudio Baglioni ha ben pensato di aprire le porte del suo secondo Festival a una fetta dello sterminato panorama “indie”, quello che da Brunori Sas porta dritto a Calcutta e Motta. Ed è proprio quest’ultimo uno dei debuttanti più attesi dai giovanissimi. Un cantautorato “nuovo”, che dunque si fa spazio e che punta dritto al grande pubblico. Al fatidico universo mainstream che abbraccia persone di ogni età ed estrazione musicofila. Un amplesso fortemente voluto da Baglioni, per un rinnovamento mai come in questo momento necessario, al netto del solito gettone di presenza ottenuto da qualche insaziabile dinosauro.

Ebbene, nel mese che anticipa la rassegna e che apre il 2019 la rubrica proporrà alcuni nomi misconosciuti e potenzialmente esplosivi della nuova scena pop/cantautorale italiana. Per intenderci, quella più vicina ai sentieri comuni del Festival. Insomma, quei giovani che con le loro dolci canzoni d’amore non sfigurerebbero sul palco dell’Ariston. Esordienti in cerca di visibilità dalle doti interessanti e da segnare immediatamente sul taccuino. Cominciamo quindi con la cantautrice torinese Ilaria Allegri. Voce incantevole, composta all’occorrenza, e musiche leggere da cartolina romantica 3.0 contraddistinguono la formula musicale di questa cantante, corista e cantautrice di Torino. Ilaria Allegri ha iniziato il suo cammino musicale a dieci anni, studiando violino presso il conservatorio statale di musica Giuseppe Verdi, concentrandosi in seguito al canto lirico e al jazz, fino a calcare palchi e a cantare dal vivo dalla tenera età di 17 anni con diverse cover band. La giovane Ilaria ha poi partecipato a diversi concorsi come Senza Etichetta (giuria presieduta da Mogol), il celebre Festival di Castrocaro, arrivando financo alla fase semifinale del concorso Note Nuove, facendosi notare e apprezzare dalla giuria, ottenendo infine l’ambito premio per la creatività. Allegri è stata anche corista per Eugenio Finardi in Un Uomo tour 2008 e nel 2009 è apparsa su Raitre nel programma per bambini Trebisonda, diventando poi leader e cantante solista dei Re-Beat, band atta a ripescare il sound anni ’50 e ’60, tra twist e puro rock’n’roll. Tra il 2011 e il 2013, Ilaria Allegri ha poi prestato la voce per diverse campagne pubblicitarie televisive di Intesa San Paolo ed è diventata una delle voci più amate del programma Asganaway di Radio Deejay, e ha iniziato a cantare i suoi primissimi inediti con l’amico chitarrista Roberto “Bo” Aseglio; inoltre, dal 2015 lavora come cantante e attrice con il duo comico PanPers, con il quale ha all’attivo due tournée teatrali e svariati video esilaranti diventati in seguito virali su YouTube. Insomma, un ventaglio di esperienze diversificate che hanno gradualmente formato una forte personalità artistica, munita di una sua identità ben precisa.

Ti ho perdonato è il suo primo Ep come solista, ed è uscito il 21 Dicembre 2018. Una prima prova che racchiude cinque canzoni “immaginate così forte da doverle per forza cantare”, come lei stessa dichiara. Ed è sempre lei ad autodefinirsi “menestrella dell’amore perduto, trovato, vecchio e nuovo”. Una dichiarazione d’intenti che inquadra a fondo i tratti romantici che caratterizzano questa sua prima fatica, in sostanza un brioso assaggio di quello che sarà il suo primo Lp. Un manciata di canzoni in perfetta scia sanremese, munite di alzate melodiche tese a entrare nel cuore dalla porta principale e senza passare per prolungamenti di sorta o diversivi modaioli.  La cantautrice torinese punta dritto a quel sentimentalismo che conforta, ammalia, e nel quale identificarsi magari ripensando qualche storia d’amore durata tanto e finita poi a cuori infranti. Si prenda ad esempio il ritmo in levare del brano Un bacio alla volta, condito da delicati folclorismi e parole che ben esplicano un sentimento di rivalsa relazionale: “Sono ferma ad aspettare che qualcuno prenda, una parte di me e che poi si arrenda. Perdo tempo per sentire dove, come, tutto prima d’ora. Lascia che tutto cambi e che ne voglia ancora. Lasciami del tempo ora, per pensarci ancora. Posso darti un’istante alla volta, un bacio alla volta”. Oppure Se fossi qui, ballata con il refrain che si apre lentamente innalzando un vento di passioni mai spente. Una traccia che non avrebbe sfigurato sul palco dell’Ariston, soprattutto se confrontata con le puntuali ciofeche che fin troppe volte siamo costretti ad ascoltare una volta conclusasi la kermesse. Ma soprattutto un Ep che mostra le potenzialità di una cantautrice di cui sentiremo parlare al più presto.

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