Luciano Tarullo: cantautorato dal passato in salsa rock
Intro

Luciano Tarullo viene da Agropoli ed è un giovane cantautore rock fuori dal tempo. La sua musica non asseconda hype e richiami 3.0. Il suo è uno stile genuino, puro e semplice. Con lui nessun escamotage all’orizzonte, ma soprattutto nessuna maschera da indossare. I richiami ai primissimi Negrita sono in sostanza l’unico punto di riferimento possibile di una scrittura tanto immediata, quanto sentita. L’intervista che segue punta a tracciare le trame nascoste di un album appena uscito, L’isola, a suo modo estremamente coraggioso. Un viaggio nei percorsi emotivi di un cantautore emergente tra i più “insulari” in circolazione.

Giuliano Delli Paoli

Per descrivere il tuo disco usi queste parole: “L’isola è la proiezione del mio mondo interiore e la mia personale visione e rappresentazione di quello esterno. Un piccolo universo confidenziale.” Come nasce l’idea di dar vita a un disco così intimo, nel quale scopri le tue carte e riveli attraverso le parole tutto quello che ruota nel tuo immaginario? E’ solo un modo per svelarti al mondo oppure c’è dell’altro?

Luciano Tarullo

Quando decido di pubblicare qualcosa parto sempre da un presupposto. Dire la verità. Per me essere sinceri è una condizione imprescindibile e per fare questo bisogna per forza svelare se stessi agli altri. Del resto, che cos’è la musica se non uno dei più grandi mezzi di comunicazione di cui disponiamo? Tutto parte sempre da lì, dal bisogno quasi incessante di comunicare qualcosa agli altri, di svelarsi appunto. “L’isola” non è altro che la mia Vita. Rappresenta tutto quello che sono stato e quello che sono adesso.

Giuliano Delli Paoli

Ci sono anche alcune canzoni che hai scritto a 18 anni, quali? Cosa diresti a un giovane cantautore che vorrebbe un consiglio su come autogestire ed esaltare al meglio la propria vena compositiva?

Luciano Tarullo

Si, è vero. Ho deciso di inserire dei brani scritti molto tempo fa. Questa decisione è stata dettata dalla paura che queste canzoni sarebbero rimaste per sempre nel famoso “cassetto”, ma anche perché vedo questo album come il simbolo del mio percorso artistico, musicale e umano. I brani scritti in quel periodo sono Come un angelo senz’ali, Il tempo e Tu da che parte stai. Ad un giovani cantautore direi semplicemente di guardarsi intorno, di osservare attentamente, di leggere tra le righe e di non fermarsi alla superficie delle cose. L’ispirazione è dentro di noi e in ciò che ci circonda. Credo che mai come in questo momento storico noi cantautori abbiamo il dovere di essere ancorati alla nostra realtà. Le persone hanno bisogno di capire ciò che sta succedendo e noi artisti abbiamo la possibilità di dare agli altri la nostra visione delle cose, la nostra versione dei fatti, soprattutto lanciando dei messaggi positivi.

Giuliano Delli Paoli

Non solo cantautorato ma soprattutto del sano rock and roll. L’attacco di E’ così che va il mondo è eloquente e mette le cose in chiaro. Ma il rock di questo tipo oggi secondo te che stato di salute vive?

Luciano Tarullo

Il rock è sicuramente in continua evoluzione. Ormai dire “rock” è dire tutto e niente allo stesso tempo. Esistono tante sfaccettature di questo genere, ogni band ne da la sua “versione” se così si può dire. Di sicuro il rock non è morto come in tanti dicono o come in tanti voglio farci credere. In questo disco, soprattutto in alcuni brani, ho voluto riportare alla luce degli elementi del rock che oggi sono difficili da trovare in un album, come le chitarre messe in primo piano “avanti” nel mix finale, basso e batteria molto compressi, il “solo” di chitarra (ormai in via di estinzione in una produzione discografica). Tutto questo perché sono molto legato agli anni d’oro del rock, è la “mia musica”, quella che ci faceva scatenare e allo stesso tempo riflettere.

Giuliano Delli Paoli

“Tutti fottono tutti per ritrovarsi un bel giorno a prescrivere ricette”, “ma noi non lo sappiamo da dove veniamo”: credi che l’egoismo nasca anche da una certa inconsapevolezza oppure, seguendo quanto affermi, le persone dimenticano sistematicamente le vere sfide dell’esistenza e della conoscenza?

Luciano Tarullo

Mi rendo conto che questa è una frase forte, che all’apparenza non lascia speranza. Viviamo in un mondo dove l’arrivismo la fa da padrone. La società in cui viviamo quasi ci obbliga a scavalcare gli altri con qualunque mezzo per arrivare al nostro obiettivo. Questi sono i messaggi che ci arrivano, soprattutto dai piani alti. L’egoismo nasce inconsapevolmente, ma nasce perché viviamo in una società egoista, dove la parola solidarietà sta perdendo sempre più il suo valore, basta dare uno sguardo agli ultimi risultati elettorali, e non vado oltre. Noi però non dobbiamo mai pensare di non avere più nelle mani il potere per cambiare le cose. È così che va il mondo è il titolo della canzone a cui stiamo facendo riferimento. Può sembrare una frase che nasconde un certo senso di rassegnazione, ma non è così. Subito dopo arriva la consapevolezza che siamo noi a decidere il nostro futuro, “È così che va il mondo, ma non è quello che voglio..”.

Giuliano Delli Paoli

Al disco hanno partecipato i musicisti Ivan Tornese (chitarra elettrica e cori), Frank Cara (chitarre elettriche e acustiche), Antonio Brunetti (basso), Gianluca Perazzo (batteria), Piera Lombardi (cori e voce in Come un angelo senz’ali), Bruno Manente (pianoforte in Benvenuto) e Lorenzo Maffia (tastiere in L’isola). Quanto hanno pesato nel risultato finale e cosa ti è rimasto del loro apporto?

Luciano Tarullo

Loro sono la mia famiglia. Ho avuto la fortuna di aver lavorato con dei grandi professionisti che sono prima di tutto dei grandi amici. È stato un lavoro di squadra importante. Il contributo di queste persone è stato decisivo sia dal punto di vista artistico che umano. Ci tengo a menzionare anche un’altra persona, Tonino Valletta, fonico ed ingegnere del suono straordinario, del TVA Studio di Ascea Marina, dove ho registrato, mixato e masterizzato il disco.

Giuliano Delli Paoli

In Tu da che parte stai canti “Dicono che il mondo in cui viviamo è un mondo sano, ma solo se si cammina con un coltello in mano. Dicono che la soluzione a tutto questo male oggi prenda il nome di bomba nucleare. Dicono che questa sia la strada giusta”. Quindi non c’è proprio speranza?

Luciano Tarullo

È una canzone che nasce proprio dalla difficoltà che abbiamo oggi nel prendere una posizione. Siamo bombardati ogni giorni da tante notizie, spesso infondate, altre volte discutibili. Tante opinioni, tutte diverse. Da qui la difficoltà di non riuscire a capire “da che parte stare”. Ma in tutto questo marasma generale dove si trova la verità? Questa è la domanda che oggi dobbiamo porci. La speranza c’è. La speranza è che ognuno di noi riesca finalmente a liberarsi dalle catene del pregiudizio, che è il vero problema della società odierna.

Giuliano Delli Paoli

Chi sono i tuoi ascolti attuali? C’è qualche musicista o band che ti ha ispirato più di ogni altro?

Luciano Tarullo

Ho sempre ascoltato e continuo ad ascoltare molta musica italiana. Credo che oggi ci sia una folta schiera di cantautori che sono tornati a dire qualcosa di interessante. Anche se i miei riferimenti musicali sono sempre rivolti soprattutto al passato. Non faccio nomi perché sarebbero davvero tanti e tutti importanti. Credo che dall’album si evinca che il mio obiettivo è stato quello di unire l’energia del rock a delle liriche che traggono la propria linfa dal grande cantautorato italiano. La sfida è stata ardua e di sicuro sento che ci sono dei grandi margini di miglioramento, ma questa è anche la cosa che mi spinge ad andare avanti. Poi mi piace sperimentare quindi non è detto che il prossimo lavoro sarà completamente diverso. Però un nome voglio farlo ed è quello di Vinicio Capossela. È vero, nel mio disco non c’è niente che rimandi alla sua musica, ma sto ascoltando di continuo il suo ultimo album e ci tenevo a citarlo, lo trovo un capolavoro.

Giuliano Delli Paoli

Il tempo ricorre diverse volte nel disco. Il suo inesorabile scorrere segna finanche una traccia intera, intitolata per l’appunto Il tempo. Eppure, sei ancora giovane. Come mai questa necessità di affrontare tale concetto?

Luciano Tarullo

È vero. Forse è addirittura il tema principale dell’album. È un concetto presente in vari brani, in Quello che resta, Come un angelo senz’ali, in Benvenuto provo addirittura ad andare indietro nel tempo cercando di spedire una lettera a me stesso, provando a darmi dei consigli su quello che succederà in futuro. Fino ad arrivare appunto a Il tempo che tra le altre cose è anche il primo singolo estratto dal disco. Cimentarmi in una tematica come questa è stata una vera e propria sfida. Sentivo di dovermi prendere delle responsabilità, di dover raccontare non solo qualcosa di tangibile, di ancorato alla realtà, ma di provare anche a scrivere qualcosa che riguardasse la mia anima, che scavasse nel profondo. È un tema importante, alto, poetico ma ho cercato di trattarlo con semplicità e immediatezza.

Giuliano Delli Paoli

Come si svolgerà il tour, come l’hai organizzato?

Luciano Tarullo

Il tour è in continuo allestimento. Abbiamo iniziato con la presentazione live dell’album, avvenuta il 30 Marzo ad Agropoli. Prossimamente ci saranno 2 date a Salerno poi  Cava l’8 Giugno, Battipaglia il 10; suoneremo il 4, 5 e 6 Giugno al Teatro Ariston di Sanremo per la finale del Sanremo Rock, poi torneremo per due date nel nostro amato Cilento il 28 e 29 di Giugno. Altre date sono in via di definizione per quanto riguarda i mesi di Luglio e Agosto.

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